Stati generali della natalità

Come molti di voi avranno già avuto modo di leggere nella nostra ultima Newsletter e prima ancora nei quotidiani, nel mese di maggio si è svolto a Roma un convegno dal titolo molto interessante: STATI GENERALI DELLA NATALITA’; meglio sarebbe stato intitolarlo: Stati generali delle DENATALITA’. Ospiti internazionali hanno animato la discussione, ma due in particolare si sono stagliati sugli altri: Papa Francesco ed il premier italiano Mario Draghi. E’ singolare che due persone così diverse come background culturale e come rappresentanza istituzionale abbiano alla fine espresso gli stessi concetti, come si vede dal compendio dell’articolo allegato.

L’allarme lanciato dai due autorevoli oratori, Papa Francesco ha parlato di deserto demografico, era già evidente da due notizie comparse sui quotidiani nei giorni precedenti il convegno. Negli Stati Uniti d’America si è avuto lo scorso anno il tasso di natalità più basso dalla depressione del 1929 e in Cina le nascite sono ugualmente ai minimi, tanto che, notizia di venerdì scorso, il Partito Comunista ha autorizzato le coppie ad avere il 3° figlio. La situazione dell’Italia è poi la più allarmante del mondo.

Sembra quasi che il crescere della natalità sia inversamente proporzionale al benessere: i Paesi Industrializzati hanno il problema dell’invecchiamento; i Paesi dove invece ci sono problemi di sopravvivenza hanno una popolazione molto giovane. Questa banalissima osservazione deriva proprio dalla situazione in Cina dove le persone, affacciatesi al benessere, non vogliono più figli. E’ anche vero che la politica cinese, prima del figlio unico, poi dei due figli, può aver generato una mentalità che si è adeguata a questo trend.

Certo è che da noi, ma direi in tutto il mondo, sono assolutamente necessarie politiche che favoriscano la famiglia, proteggendo la donna nella sua attività lavorativa, proprio nell’età fertile, strutturando scuole ed asili nido che permettano di organizzare in modo ottimale la vita familiare, come accade ad esempio in Germania ed in Francia, tanto per non andare molto lontano.

Abbiamo qui di seguito sintetizzato due articoli che hanno attirato la nostra attenzione a proposito dell’argomento citato: gli interventi di Papa Francesco e del Presidente del Consiglio Mario Draghi agli “Stati generali della natalità” e, alcune pagine dopo, la vicenda, per fortuna finita bene, della pallavolista Lara Lugli: due fatti tra loro legati…

 

Tutti i giornali hanno dedicato ampio spazio agli “Stati generali della natalità”, convocati a Roma a metà Maggio per fare il punto sul drammatico calo demografico nel nostro Paese.

Nell’introduzione sono stati numeri e dati che hanno fotografato in modo impietoso il fenomeno: tra tutti spicca il – 60,23% di calo delle nascite in Italia nel 2020, giustificato solo in parte dalla pandemia, perché il fenomeno è iniziato ancora negli anni ’80 ed ora è diventato più evidente e drammatico, così che, ha ricordato Mario Draghi, “nel 2020 il saldo tra nascite e morti è in negativo: – 340.000 persone in meno e la metà degli Italiani ha almeno 47 anni, la cifra mediana più alta d’Europa”. Siamo un Paese di vecchi.

Dal canto suo Papa Francesco ha detto: “Penso con tristezza alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli e devono nascondere la pancia” e Draghi, quasi di concerto, ha proseguito ”la consapevolezza dell’importanza di avere figli è un prodotto del miglioramento della condizione della donna e non antitetico alla sua emancipazione”.

Bene. Negli stessi giorni, nelle pagine dedicate allo sport si è potuto leggere  che è finita bene la vicenda della pallavolista Lara Lugli che non aveva ricevuto gli stipendi dalla sua  Società dopo la rescissione del contratto per una gravidanza. In particolare risulta che la giocatrice era stata citata per danni dalla sua ex società per aver taciuto l’intenzione di avere figli al momento dell’ingaggio*.

Ogni commento ci sembra superfluo ma ancora una volta ci affidiamo alle parole di Papa Francesco che così ha chiuso il convegno : “A volte sembrerà di lottare contro i mulini a vento. Ma non arrendetevi”

 

*Per fortuna la Società ha rinunciato a procedere in giudizio e la questione si è risolta